🇮🇹 Aiutare gli altri traducendo? Si può!

Aiutare gli altri è sempre bellissimo, ma è ancor più bello mettere a disposizione le proprie competenze e l’amore verso ciò che facciamo, la nostra professione, per chi ne ha bisogno. 
Una delle cose più belle delle lingue è, secondo la nostra modesta opinione, la capacità che esse hanno di unire le persone. Le lingue nascondono dentro di sé quella magia in grado di abbattere qualunque barriera e permettere la condivisione. Le lingue non consentono solo la comunicazione, possono anche aiutare chi è in difficoltà, spesso addirittura salvando vite umane. 
In questo articolo, affronteremo la tematica della traduzione in ambito umanitario, un argomento che ci sta molto a cuore e che speriamo possa coinvolgere nel tempo sempre più linguisti e traduttori. 

Il potere delle lingue in ambito umanitario 

La lingua è un “sistema di suoni articolati distintivi e significanti (fonemi), di elementi lessicali, cioè parole e locuzioni (lessemi e sintagmi), e di forme grammaticali (morfemi), accettato e usato da una comunità etnica, politica o culturale come mezzo di comunicazione per l’espressione e lo scambio di pensieri e sentimenti, con caratteri tali da costituire un organismo storicamente determinato, con proprie leggi fonetiche, morfologiche e sintattiche” (cf. Treccani).

Una lingua ci permette di comunicare, di esprimere le nostre idee e sentimenti, di interagire con le altre persone per renderci parte di una comunità. Ma che cosa succede quando due individui appartenenti a comunità diverse hanno bisogno di interagire? Quali sono le problematiche annesse e i sentimenti che derivano da questa situazione?
Prendiamo l’esempio più banale: il soggiorno in un Paese straniero. Quante volte vi sarà capitato di viaggiare in un Paese i cui abitanti non parlano la vostra lingua e trovarvi in difficoltà a comprendere e farvi comprendere? Tantissime, sicuramente. Chi non si è smarrito almeno una volta per le strade di una metropoli straniera senza sapere come chiedere indicazioni? Chi, invece, non si è mai sentito in imbarazzo in una stazione o aeroporto per non essere in grado di chiedere informazioni al desk accoglienza? 
Chi conosce più lingue o ama definirsi “poliglotta” probabilmente avrà avuto meno occasioni di riflettere su questo punto, ma non riuscire a comunicare in maniera efficace può comportare diverse difficoltà, che in determinate situazioni possono rivelarsi cruciali per la sopravvivenza. I casi sopracitati sono situazioni ricorrenti facilmente risolvibili, ma ci sono contesti in cui la difficoltà di comunicazione è ben maggiore. 
Pensiamo, ad esempio, ad un individuo inalfabetizzato appartenente ad una comunità minoritaria che ha bisogno di informazioni per curare il proprio figlio ammalato. Che fare se le informative sui medicinali e relative istruzioni per l’uso non sono disponibili nella lingua dell’interessato e la salute del bambino peggiora? Trovarsi in un contesto simile può suscitare ansia e preoccupazione e far sentire l’individuo inadeguato. È proprio in questi casi che si comprende il valore della condivisione delle lingue, un potente mezzo che va oltre la mera comunicazione e abbatte le barriere socio-culturali per unire le persone. 

La traduzione in ambito umanitario 

I modi per rendersi socialmente utili e aiutare gli altri sono infiniti, e la traduzione è uno di questi. Riprendiamo l’ultimo caso citato: e se fosse disponibile una traduzione dell’informativa sui medicinali? Se ci fosse un interprete in loco in grado di spiegare all’interessato in che cosa consiste il trattamento e come assumere il medicinale? Ebbene sì, anche i linguisti possono dare il loro contributo in ambito umanitario. I modi per farlo sono infiniti, e solitamente (ma non sempre) i soli requisiti richiesti sono ottima padronanza di una o più lingue, capacità e/o esperienze pregresse nell’ambito della traduzione e dell’interpretariato e, in ultimo ma non per importanza, una buona dose di empatia e desiderio di mettere a disposizione le proprie abilità linguistiche per un mondo a portata di tutti.
Non esistono istruzioni per diventare traduttori o interpreti in ambito umanitario. Chi desidera dedicare parte del proprio tempo a questa attività benefica non deve far altro che scegliere la soluzione più adatta alla missione che intende perseguire: dai siti che riuniscono traduttori volontari collaborando con ONG all’interpretazione da remoto o in loco. Qualunque sia l’opzione scelta, il contributo dato potrebbe essere fondamentale per chi lo riceve. 

La nostra esperienza 

Quando, al termine del nostro percorso formativo, abbiamo deciso di creare The Chamber of Translations per addentrarci ognuna nel mondo della traduzione in qualità di professioniste, “condivisione” è stata da subito la nostra parola chiave, che ha poi ispirato il nostro motto Le parole nelle tue mani. E viceversa.
Il nostro progetto deriva prima di tutto dalla volontà di trasmettere la passione per quello che facciamo scambiandoci consigli e idee e mettendo le nostre conoscenze a disposizione degli altri. Ecco che questo inverno abbiamo conosciuto Language Aid, una “piattaforma per PC e smartphone che mette in collegamento traduttori e associazioni che operano con i migranti”. Si tratta di un progetto nato a Torino nel 2020, con lo scopo di mettere in comunicazione organizzazioni che lavorano con i migranti con mediatori linguistici e traduttori, il tutto sulla base dei principi di condivisione, gratuità e universalità. 
Traduttori e madrelingua possono iscriversi alla piattaforma fornendo un indirizzo email e creando un profilo con le proprie combinazioni linguistiche e esperienza. Quando una traduzione o revisione è disponibile nelle lingue selezionate, il traduttore riceve una comunicazione via mail e decide liberamente se prendere l’incarico. 
Venute a conoscenza di questa piattaforma, abbiamo fin da subito creduto nel progetto, al quale aderiamo con fermezza e convinzione. Siamo estremamente entusiaste di applicare le nostre competenze per dare un contributo in ambito sociale, e questa collaborazione con Language Aid rappresenta per noi un modo per ricordare e ricordarci che la professione di traduttore va ben oltre la trasposizione di un messaggio da una lingua ad un’altra, e che le lingue uniscono, sempre. 

Colleghi linguisti e traduttori, ricordatevi sempre che il mondo ha bisogno di noi, e che la comunicazione fa la differenza. 

Se volete scoprire di più su Language Aid, visitate il sito https://languageaid.org/ e seguiteci sui nostri social per restare aggiornati sui progetti che portiamo avanti insieme! 


Hai già avuto esperienze nell’ambito della traduzione umanitaria ? Scrivicelo lasciando un commento all’articolo!

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